Triathlon – Il 707 Team Minini brilla alla Europe Cup grazie a Pozzatti

Ha due facce la ETU Cup di Caorle per il 707 Team Minini. Per i colori nero-verdi, la prima tappa di Coppa Europa ha soprattutto il sorriso di Gianluca Pozzatti: l’azzurro si è piazzato al sesto posto, debuttando così nella stagione a cinque cerchi con un risultato che ne conferma le ambizioni. Il 27enne trentino ha chiuso il triathlon sprint continentale in 53’43”, con un ritardo di 23” dal vincitore Csongor Lehmann. Più che la prestazione di Pozzatti, stupisce la solidità della sua prova. Il talento del 707 Team Minini ha retto al meglio la pressione di un esordio stagionale così pesante in chiave olimpica e di un avvicinamento non ideale.

Dal punto di vista fisico, l’azzurro ha infatti superato proprio nei giorni di vigilia una lieve infiammazione e, grazie al supporto dello staff medico, si è presentato alla partenza in buone condizioni. La gara di Pozzatti è stata un crescendo continuo: da perfezionare la frazione a nuoto, in rimonta il segmento ciclistico, alla massima velocità gli ultimi 5mila metri di corsa. Così è arrivato uno splendido sesto posto, mentre l’atleta del 707 Team Minini promette altre scintille a cinque cerchi durante l’imminente weekend agonistico a Lisbona.

Sono cupi, invece, i volti del settore femminile. La Europe Cup di Caorle non è stata sufficiente per Lilli Gelmini e Alessia Orla: le due portacolori del club bresciano non sono infatti riuscite a incidere. La Gelmini ha concluso il triathlon sprint alla 38° piazza, mentre la compagna di squadra si è ritirata durante la frazione centrale.

Anche il commento di Germano Raddi non può che essere in chiaroscuro. “Siamo più che soddisfatti per la prestazione di Pozzatti; i problemi fisici ne hanno compromesso il migliore avvicinamento possibile, ma Gianluca si è fatto trovare pronto – sottolinea il presidente del 707 Team Minini -. Ha così dimostrato la consueta professionalità e consolidato le sue giustificate ambizioni per i Giochi di Tokyo”.

Di tutt’altro tenore la valutazione della prova delle atlete, che Raddi giudica inconsistente: “Sanno entrambe di non aver l’obbligo di vincere, ma l’auspicio è che siano almeno fra le protagoniste. A Caorle, invece, dopo una prima frazione discreta, sono finite subito fuori gara, troppo distanti dal vertice. Devono lavorare molto di più, in particolare sulla bici, per raggiungere gli standard richiesti dai livelli di queste gare”.

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